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Passo Giau panorama

SUL PASSO GIAU ALLA CONQUISTA DEL MONDO

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Così odiosi ci appaiono oggi i confini, quanto rimangono invece ricchi di fascino e di senso i passi di montagna. Perché i passi sono un ponte naturale tra valli altrimenti inaccessibili; perché sono una sfida da conquistare per potere cambiare orizzonte; perché offrono l’ultimo predellino naturale per il viaggiatore che insegue il vento. In ogni caso, il passo è per sua stessa definizione un luogo di passaggio, di incontro e in definitiva sempre un margine di cambiamento. Ed è, tutto questo insieme, Passo Giau (Jof de Giau in ladino fodom), valico amatissimo da escursionisti, ciclisti, motociclisti, turisti ma anche passo simbolico tra il passato più autentico del nostro habitat naturale -come lo è ancora il Medio Alto Agordino-, e il futuro, forse più smaliziato, del turismo di montagna che ci strizza già l’occhio dal Cadore.

 

       

 

Siamo saliti fin quassù, in questa bellissima mattinata di sole autunnale, con l’assessore al Turismo di Col di Santa Lucia, Maurizio Troi, per vivere l’esperienza più completa che regala un passo, e cioè la possibilità di fermarci tra due destinazioni, stoppare il tempo, e la nostra corsa quotidiana. Come del resto dimostra il  parcheggio che è già pieno di automobili e motociclette. Perché ora, chi guidava questi mezzi, è in piedi con noi sul bordo, a vivere un’emozione: da quassù riusciamo a guardarci tutt’attorno, a 360 gradi, e a fare correre lo sguardo in su e in giù, fino a spingerlo libero al di qua e al di là sulle valli ai nostri piedi. Ed è fantastico. Passo Giau è il valico veneto a 2.236 metri di altezza su cui si incrociano gli alpeggi di Colle Santa Lucia e San Vito di Cadore con quelli di Cortina d’Ampezzo, la via di comunicazione naturale tra la Val Boite e la Val Fiorentina, così come, un tempo “offriva il passo” a chi si spostava tra la Serenissima Repubblica di Venezia e il Sud Tirolo, come testimonia ancora un cippo confinario.

 

       

 

Ed è evidente che Giau conserva ancora tutto il pysique du role della Storia. Situato ai piedi dei monti Nuvolau (2.574 m) e Averau (2.647 m), da cui si raggiunge facilmente il Monte Pore (2.405 m), il passo è cinto da una corona da re: ad ovest, verso Colle Santa Lucia, le Pale di San Martino, le Cime D’Auta, la Marmolada, il Piz Boè e i Setsass; e altrettanto ad est, verso la conca di Cortina D’Ampezzo, le Tofane, la Croda Rossa, il Pomagagnon, il Cristallo, Croda da Lago e i Lastoni di Formin. Luogo panoramico spettacolare, dunque, su cui si organizzano ritrovi anche solo per vedere sorgere l’alba o accompagnare in silenzio il tramonto che tinge tutto di rosa. Ma Giau è anche luogo di sosta (con la possibilità di avere un piatto caldo o una fetta di torta al bar ristorante Berghotel o di provare il più rinomato ristorante Da Aurelio poco sotto il passo) o, per un soggiorno di più giorni, ci sono dei panoramici appartamenti (chalet Mountain Paradise) e, naturalmente, meraviglioso spazio di escursione. Il sentiero, infatti, parte proprio a fianco del Rifugio e da qui l’escursionista attrezzato, può inerpicarsi fino alla facile via ferrata della Ra Gusela che sale in cima al Nuvolau, 2.575 metri, circa 400 metri di dislivello, con il suo omonimo rifugio alpino, primo esempio della zona aperto nel 1883; o per chi preferisce qualcosa di meno impegnativo, è possibile costeggiare le pendici della Gusela, mantenendosi in quota e lambendo i ghiaioni del massiccio, e poi, volendo, salire alla Forcella del Nuvolau e al Rifugio Averau a 2.413 metri di quota.

 

       

 

Il Giau è poi, da sempre, teatro di competizione sportiva per i ciclisti, che qui celebrano uno dei passi leggendari del Giro d’Italia che, soprattutto per quanto riguarda il versante di Santa Lucia, è famoso per la sua durezza (pendenza media del 9,1%), e dove, dal 1988, organizzano la Maratona delle Dolomites, una granfondo di ciclismo da a 35 mila iscritti. Il Passo Giau è infine tappa obbligata dei gran tour in motocicletta. Il percorso di 39 tornanti è talmente spettacolare che è spesso l’ambita location di film e spot pubblicitari.Dalle due ruote ai due sci, il Giau regala comunque forti emozioni e grandissimi panorami (nonché camionate di neve per le piste poche innevate di altre zone), anche d’inverno, grazie all’area ski di Lagazuoi-Cinque Torri a cui si accede all’altezza del Rifugio Fedare, o alla proposta del Super 8 sky tour, giro turistico sugli sci nel panorama del Passo Giau, le 5 Torri, il Falzarego, il Lagazuoi e San Cassiano in Val Badia.Così come l’inverno non smette di regalare le emozioni di altri tempi nella neve fresca, sulle ciaspole (in marzo la manifestazione non competitiva CiaspaRun), o proiettati dritti nel futuro con l’emozione forte dello snowkite, disciplina free ride legata all’utilizzo combinato di aquilone e sci.

 

Testi a cura di Lucia Filippi

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